Barcellona: la perla del modernismo catalano

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Barcellona è una città eclettica, stravagante, dinamica e mi affascina perché ogni volta che la rivedo non finisce mai di stupirmi. Scopro sempre un angolino nuovo, un parchetto tranquillo e soleggiato proprio alle spalle dei magnifici palazzi del Passeig de Gràcia , un antico convento romanico sul retro dell’Hard Rock Cafè, un oasi di pace e raccoglimento

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Antico convento

giusto a pochi metri e dalla convulsa Plaza Catalunya o La Casa Fuster, un edificio modernista di Barcellona disegnato e creato da Lluís Domènech i Montaner tra il 1908 e il 1910, poi dichiarato Patrimonio Unesco, situato nel Passeig de Gràcia ed ora trasformato in hotel di lusso.

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La Casa Fuster

Ed è proprio della Barcellona modernista che vi voglio parlare oggi perché proprio qui, a cavallo tra l’800 e il ‘900 nacque il movimento conosciuto come “Modernismo catalano” in cui la città visse il suo periodo più florido.

La Cataluña era l’unica regione della penisola iberica a seguire di pari passo i cambi che avvenivano in tutta Europa nel periodo della “Rivoluzione industriale”. A partire dal 1876 inizia la “febbre dell’oro” che rappresenterà per il capoluogo catalano e suoi dintorni uno sviluppo intenso di fabbriche soprattutto tessili, di banche e di compagnie di navigazione dando fama a molti industriali, i cui nomi si identificano oggi con i monumenti e con le case che Antonio Gaudí costruì per loro.
A questo proposito, bisogna tenere presente soprattutto il lavoro di architettura e di urbanistica, lasciando da parte tutto il grande movimento letterario e pittorico che crebbe parallelamente allo sviluppo economico e demografico e che fu conosciuto come “Renaixença”. La “sede” di tale movimento fu un caffè tutt’ora esistente: Els Quatre Gats (I 4 Gatti),

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Caffè I 4 Gatti

che estese il suo raggio d’azione a Sitges, una piccola città di pescatori vicina a Barcelona, dove gli artisti di Els Quatre Gats tennero le famose “feste moderniste” la cui eco si ritrova negli edifici e nelle case che gli stessi proprietari lasciarono come musei.
Nel 1888 Barcelona è la sede dell’Esposizione universale e per l’occasione cambia volto: grazie alla lungimiranza dell’ingegnere Ildefonso Cerdá, Barcelona fu dotata verso la fine del XIX secolo delle grandi strade ortogonali e delle ampie “avenidas” che ancora oggi sono in grado di sostenere e smaltire il traffico moderno, inesistente all’epoca del progetto.
Su questo impianto urbanistico, eccezionale per l’epoca, furono costruiti molti edifici le cui facciate rimangono ancora oggi il simbolo del desiderio di rottura con il passato, e di una libertà di espressione. Il tutto rappresentato dall’esuberanza delle decorazioni floreali in pietra, dalle volute del ferro battuto delle balaustre, dalle vetrate multicolori che incorniciano le finestre e dai balconcini curvilinei chiusi di rivisitata gotica memoria.

Se passeggerete nel vivace quartiere di Gràcia, avrete un chiaro esempio di tutto ciò e rimarrete col naso all’insù ad ammirare questi incredibili palazzi fino a perdere la nozione del tempo !  Vi regalo alcuni scatti:

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Pochi conoscono il nome dell’architetto Luis Domènech i Montaner, costruttore tra l’altro del Palazzo della musica “Palau” (Patrimonio Unesco), propulsore di un’architettura moderna e razionale,

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Palazzo della musica “Palau” 1

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Palazzo della musica “Palau” 2

o quello di Puig i Cadafalch, autore per esempio della casa Amatller, sul Paseo de Gracia,

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Casa Amatller

al lato di altre più conosciute di Gaudì. Questo tanto per citare brevemente pochissimi tra la nutrita schiera di architetti e artisti che fecero di Barcelona una città moderna e tanto differente dal resto della Spagna. Tra tutti questi, però, Gaudì è il più famoso e studiato perchè le sue opere attraggono centinai di turisti all’anno ed il suo nome s’identifica con il Modernismo catalano.
E il Paseo de Gracia è il punto di partenza per cominciare a conoscere questa corrente artistica. Due esempi per tutti: la Casa Battló e, quasi di fronte, la casa Milá, detta anche la Pedrera, ambedue di Antonio Gaudí, quest’ultima divenuta quasi simbolo della città assieme alla residenza Güell.

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Per finire poi con l’ultima, grande e incompiuta opera di Gaudì: il Tempio Espiatorio della Sagrada Familia.  Ma questa è un’altra storia e ne parleremo nel prossimo post….anzi meglio se verrete a vederle con i vostri occhi accompagnati da Caldana con il suo “Barcellona Special”…….stay tuned !!

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Sagrada Familia

 

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    Grandiosamente Francia!
    Come decantare ancora la Normandia…