viaggio in Scozia

Diario di viaggio in Scozia

Diario di viaggio in Scozia – tour di Caldana Europe Travel

Viaggio in Scozia: è stata davvero un’esperienza magica e sono sicuro non sarà l’ultima: tour Panorami di Scozia di Caldana Europe Travel!

GIORNO 1

Sono appena scattate le 6 del mattino quando mi alzo con l’adrenalina in corpo, chiudo la zip della valigia ai piedi del letto portandola giù dalle scale. Il mio volo parte alle 9:30 da Malpensa ma come da prassi mi presento in aeroporto un paio d’ore prima, approfittando dell’attesa per sfogliare un’ultima volta l’itinerario di viaggio. Senza neanche accorgermene sono già in volo, poi scalo a Francoforte e via per la seconda tratta destinazione Glasgow. Guardando fuori dal finestrino, mentre mi avvicino sempre più alla meta, il paesaggio muta rapidamente, regalandomi una prima vista che mi lascia senza fiato. Atterraggio, trasporto in hotel ed il tempo di una scappata in bagno e di un rapido check della stanza  e sono già fuori; Glasgow è una città particolare, edificata su una serie di colline che, dopo una giornata già pesante, mi sembrano montagne senza fine.

Arrivo alla piazza, faccio avanti ed indietro per le vie principali costellate da un mix di architetture più variegato che mai e costeggio il fiume in una lunga passeggiata al tramonto, mentre le acque si tingono di sfumature dorate ed il rumore dei gabbiani crea la colonna sonora per una serata perfetta.
Il tour vero e proprio non è neppure iniziato e già la Scozia mi è entrata nel cuore.

viaggio in scozia

GIORNO 2

La giornata del viaggio in Scozia inizia presto, con una ricca colazione in puro stile scozzese (funghi, salsiccia, uova ecc.) e si parte per una visita guidata in pullman per la città; non c’è storia, vista assieme a chi la conosce bene come le sue tasche, Glasgow rivela le sue contraddittorie ma affascinanti sfumature, in cui storia ed innovazione si uniscono per dare vita ad una delle città più grandi e prosperose dello stato.

Poi partiamo per Glamis, con visita dell’omonimo castello, forse quello più caratteristico tra quelli visitati.

Varcato il cancello ci si para davanti una strada che arriva fino all’orizzonte, un lunghissimo percorso attraverso il verdissimo parco che metro per metro riesce a trasmettere il senso di imponenza della struttura che avremmo visitato di lì a poco.

Si tratta niente meno che di un castello infestato, come molti castelli scozzesi, in merito al quale ci viene raccontata una leggenda raccapricciante: un sabato sera il Conte era particolarmente ubriaco, ed aveva invitato alcuni briganti nella torre per giocare una lunga partita a carte. Un servitore, all’avvicinarsi della mezzanotte, lo invitò a fermarsi in quanto stava per arrivare la domenica, il giorno del Signore, durante il quale tali peccati non erano concessi.  All’affermazione del servitore il conte esclamò “Non mi fermerò mai. Se volessi potrei giocare fino alla fine dei tempi!”. In quel momento un misterioso straniero, alto ed ammantato di nero, si presentò alla sua porta ed iniziò un’accanita partita contro il conte. I due giocarono fino alla sera successiva quando lo straniero disse ”Caro Conte, ti ringrazio per la bella partita e per l’ospitalità, per questo voglio farti un regalo. Esaudirò il tuo desiderio e ti permetterò di giocare per sempre!”

Si dice che il Conte ed i briganti furono murati vivi in una stanza della torre e che ancora oggi, poggiando l’orecchio sulla pietra, si possano udire le urla e gli schiamazzi provenire da dietro la roccia.

Glamis Castle - viaggio in Scozia

Finita la visita saliamo nuovamente sull’autobus e ci spostiamo al Dunnottar Castle, senza dubbio una delle esperienze visive e sensoriali più intense della mia vita.

Le rovine del castello si scorgevano sin dalla strada, ma avvicinandosi il panorama toglie il respiro: il verde dei prati, il rosso della roccia, l’azzurro del cielo ed il blu intenso del Mare del Nord creano un contrasto unico.

Un paradiso dei sensi, in cui il silenzio assoluto è rotto solo dal suono dei gabbiani, dall’infrangersi delle onde sulla scogliera e dal battito del cuore.

Dunnottar Castle

Giorno 3

Il terzo giorno è ricco di attività: al mattino la visita al castello di Fyvie, molto bello anch’esso, e nel pomeriggio una sosta presso la Cattedrale di Elgin, o per lo meno quello che ne rimane.

Dopo la sua distruzione, infatti, resta in piedi solo una piccola porzione della mastodontica costruzione che doveva esistere una volta; ciò nonstante, grazie a quel senso di mistico e misterioso che trasuda dalla pietra stancata dai venti e dalle piogge, acquista in questo modo un’aurea tutta particolare che la rende davvero affascinate.

Una scalata fino al tetto è d’obbligo per godere di una fantastica vista panoramica, anche se le strette scale a chiocciola mi hanno fatto rimpiangere più di una volta la mia scelta; eppure una volta uscito in cima, accecato dai raggi del sole a causa degli occhi abituati ala precedente oscurità, respiro l’aria frizzante ed assaporo il silenzio.

Cattedrale di Elgin

Per concludere la giornata sostiamo presso il castello di Brodie, le cui stanze perfettamente conservate riescono nell’intento di catapultare indietro nel tempo come pochi castelli io abbia mai visitato.

Da ricordare la biblioteca, quasi da film, e la stanza dei giochi dei bambini al primo piano; le bambole di porcellana dallo sguardo fisso, il cavallo a dondolo nell’angolo, la culla leggermente impolverata e la penombra della stanza mi hanno fatto venire la pelle d’oca molto più di tutte le leggende scozzesi su fantasmi e maledizioni…

 

Giorno 4

Salendo sempre di più verso nord il paesaggio comincia a mutare sensibilmente, e le campagne pianeggianti cominciano a lasciare spazio alle prime alture.

Al mattino arriviamo al famoso lago di Ness, in una mattina serena e dal cielo terso.

Il detto per cui con un viaggio in Scozia in una giornata si possono osservare tutte e quattro le stagioni si è rivelato essere assolutamente vero: nel giro di un’ora il cielo si è fatto cupo, coperto di pesanti nuvole grigie, ed il vento ha cominciato a soffiare con una forza che raramente avevo potuto vedere.

Eppure, mentre le acque del lago si increspavano in piccole onde sulla spiaggia di pietre, mentre dall’orizzonte una leggera nebbia accarezzava le acque avvicinandosi alle rovine del castello di Urquhart, non avrei potuto sperare in un’atmosfera migliore per assaporare appieno la vista di uno dei luoghi più misteriosi e discussi degli ultimi decenni.

Nel pomeriggio invece ci dirigiamo verso una tipica distilleria scozzese per una visita alla scoperta del procedimento alla base della produzione del Whisky; non credevo mi avrebbe interessato particolarmente ma ho dovuto ricredermi, e la degustazione finale è stata sicuramente la ciliegina sulla torta.

Loch Ness

Giorno 5

Sicuramente il giorno più bello dell’intero viaggi in Scozia, quello in cui ho davvero lasciato il cuore in questo Paese.

Se ho scelto questo viaggio, oltre che per scoprire la storia della Scozia e visitarne le città più importanti, è principalmente perché cercavo un viaggio diverso dalle mete turistiche più gettonate; volevo scoprire una natura selvaggia, incontaminata, in cui la presenza dell’uomo non fosse quasi percepibile.

Senza andare in Thailandia, in Brasile o in Messico ho scoperto la Scozia, che nella sua parte settentrionale regala davvero natura allo stato primigenio.

Ci siamo alzati all’alba vista la distanza considerevole da percorrere, e già in tarda mattinata le campagne avevano lasciato il posto a montagne verdi, dalle cime arrotondate, e a prati sterminati.

Arriviamo al Castello di Eilean Donan per una sosta fotografica che mi regala uno tra i ricordi più belli di tutta la vacanza; un castello pittoresco, con un ponte che dalla terraferma piega leggermente a destra fino a raggiungere un piccolo isolotto su cui sorge il castello stesso. Intorno le acque del Loch Long che abbracciano direttamente l’oceano Atlantico e all’orizzonte monti incontaminati che si riflettono nelle fredde ed argentee acque del lago.

Eilean Donan Castle

La visita prosegue ancora verso nord, verso l’isola di Skye, ed ormai il mio sguardo è fisso fuori dal finestrino, come ipnotizzato, catturato completamente da quel luogo che sembrava essere sbucato fuori da migliaia di anni fa.

Isola di Skye

Giorno 6

Si parte in direzione di Edimburgo, ma sulla strada passiamo per la valle del Glencoe, forse il luogo più bello visto in questo tour scozzese e che, grazie alla sua maestosità, mi ha anche strappato una lacrima.

Purtroppo non è possibile descrivere a parole la bellezza di questo luogo che sembra essere uscito da un film fantasy, e neppure le fotografie possono catturare appieno la reale sensazione che si prova a trovarsi di personale in questo luogo.

E’ la sensazione che si ha entrando in una grande cattedrale: ci si sente piccoli, insignificanti davanti alla maestosità di quello che abbiamo intorno, e come in un luogo sacro le risa e gli schiamazzi lasciano spazio al silenzio e alla contemplazione.

Il pullman macina chilometro su chilometro e, dopo una visita al castello di Inverary e superata anche la vallata del Loch Lomond, ci porta finalmente alla capitale di questo Paese dalle mille sfaccettature.

 

Giorno 7

La giornata è piena di aspettative che non vengono certo deluse: visita panoramica della città, visita interna della Georgian House, abitazione del tardo XVIII secolo, nonché del castello di Edimburgo.

La fortezza è davvero molto bella, fosse anche solo per la sua posizione arroccata a strapiombo sulla città, con tante perle da scoprire al suo interno e pregno di storia scozzese.

Il pomeriggio è invece libero, e cerco nel poco tempo che mi resta di scoprire quanto più possibile di questa città che ha così tanto da offrire: ripasso per la Old Town (sicuramente la parte che più mi ha entusiasmato) scrutando le miriadi di negozietti e l’architettura tipicamente medioevale, respirando perfettamente la magia del tempo, fino ad arrivare a Princes Street sedendomi un po’ a riprendermi all’interno degli omonimi giardini.

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Poi, vista la pioggia che andava via via aumentando, mi oriento su una veloce scappata al Museo Nazionale Scozzese: inutile dire che anche questo museo, con il suo salone d’ingresso, merita almeno una decina di foto.

Più tardi, dopo cena, il tempo sembra migliorato, e mi azzardo in una passeggiata a Calton Hill; ad ogni modo il tempo è davvero instabile e, nonostante il sole faccia spesso capolino dalle nuvole, la pioggia torna a battere incurante.

Eppure, anziché ripararmi o scappare al chiuso, sistemo il cappuccio e chiudo la zip, continuando a salire fino alla fine del sentiero; all’orizzonte mi attende uno spettacolare arcobaleno, che sale dal mare come un ponte delle favole, mentre il vento mi sferza il viso e piega il tappeto di cardi ai miei piedi in una danza invisibile.

Alla sera ritorno in hotel, esausto ma con il sorriso sulle labbra.

viaggio in scozia

Giorno 8

Il viaggio in Scozia è terminato, ma grazie ad una sapiente organizzazione preventiva ho ancora del tempo a disposizione perché il mio volo parte alle 18.

Decido di fare, nonostante la stanchezza, ciò che mi ero riproposto fin da prima della partenza: la scalata dell’Arthur’s Seat.

Non so dirvi se ho scelto io un percorso difficile o se fossi solamente provato dalla fatica dei giorni precedenti, ma vi assicuro che mi sembrava che la salita non finisse mai; eppure, dopo una bella scarpinata, riesco a raggiungere la cima mentre le nuvole si aprono come un sipario,così che la città mi regala una delle viste più belle godute fino a quel momento.

Un degno finale per una vacanza tanto speciale

Conclusioni

Forse il bel tempo e la temperatura davvero ideale, a quanto pare entrambe rarissime in Scozia, hanno contribuito alla buona riuscita di questa vacanza tanto speciale, eppure credo che anche nelle condizioni più avverse questo sia un Paese che sa emozionare.

La cosa che mi ha colpito di più di questo viaggio in Scozia e che resterà il simbolo del paese è sicuramente il verde: molti dicono che sia l’Irlanda il paese del verde, eppure vi posso assicurare che in questo tour ho visto il verde in tutte le sue sfumature possibili ed immaginabili: il verde/giallo dei campi di orzo, il verde scuro dell’erica, il verde striato di marrone, il verde intenso degli abeti ed il verde più brillante mai visto nella mia vita salendo nella zona nord ovest dello stato.

Questo è un viaggio un pò fuori forse dalle mete canoniche estive, come vi dicevo, ma che non cambierei con nessun altro.

E’ un viaggio che mi ha regalato ricordi e sensazioni che non dimenticherò mai, che mi ha fatto riflettere e che mi segnato con momenti che resteranno per sempre nel mio cuore.

Andrea

Scopri il tour Panorami di Scozia di Caldana Europe Travel

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