VIAGGIO AD AMSTERDAM DALL’1 AL 6 AGOSTO 2017

Estate… tempo di vacanze. Dove? Al solito mare? No, seguiamo il consiglio di un amico, recentemente pensionato e felice di esserlo, che sostiene che la vita è un viaggio e viaggiare è vivere due volte. A questo punto resta solo da scegliere la meta. Amsterdam… è tanto che ci pensiamo, ma il lungo viaggio in autobus ci preoccupa un po’.

Così decidiamo di appoggiarci all’esperienza di Caldana Travel per la formula solo tour. E’ una novità per noi, bisogna arrangiarsi per il viaggio, ma il corso di inglese seriamente frequentato per un anno intero sarà pur servito a qualcosa… o no? Si parte da Venezia la mattina del primo agosto, ma incontreremo il gruppo il pomeriggio del 2. Eccoli: Roberta, accompagnatrice discreta ma attenta a tutti i dettagli del suo incarico, Alessio, il bravissimo autista che se la deve vedere con ciclisti a dir poco imprudenti ma ci accompagna con perizia, e i 14 componenti del gruppo, persone socievoli e simpatiche, tra le quali è facile inserirsi.

Dopo un giorno e mezzo di autobus, loro sono in familiarità. Forse questo aspetto un po’ ci rattrista, quello di aver potuto legare meno, ma si sa che ogni medaglia ha il suo rovescio. Comunque ci hanno fatto molto piacere i veramente cordiali saluti quando loro sono ripartiti per Francoforte, segno che nel gruppo c’eravamo anche noi tre a tutti gli effetti. E poi le tre guide, Faustina, Marga e Anita, ognuna con le sue caratteristiche, ma precisione e competenza indiscutibili. Che dire della città? Precisato che non è Venezia, è comunque incantevole con le sue case alte e strette, con facciate diverse una dall’altra, certe piegate in avanti per facilitare il carico delle merci con l’aiuto di una carrucola fissata a un gancio posto in alto sulla facciata, certe di lato e allora son problemi perché vuol dire che i pali di legno su cui l’edificio poggia sono venuti a contatto con l’aria e sono marciti.

E poi i canali, dove si trovano case galleggianti dai prezzi incredibili, i ponti, che si alzano per far passare le imbarcazioni quando ce n’è bisogno, così la scusa ufficiale dell’olandese in ritardo è “c’era il ponte alzato”. Amsterdam è la città della tolleranza, un miscuglio incredibile di etnie e lingue. Nei coffee shop è tollerato l’uso della marijuana, ma attenzione tollerato, non legale. L’iniziativa nasce per fermare g li affari degli spacciatori. Nei quartieri a luci rosse è tollerata la prostituzione, chi la pratica paga le tasse ed è controllato dal punto di vista sanitario. E allora capisci che il sistema si propone più di regolamentare che di permettere di tutto e di più. Nel pomeriggio libero abbiamo scelto la visita al birrificio Heineken, un’esperienza veramente interessante sulla produzione di questa bevanda, conclusa con un gradito assaggio. Abbiamo visitato il museo Van Gogh, altra esperienza unica.

Un edificio moderno, con ampi spazi e audio guide digitali di ultima generazione accoglie alcune delle più significative opere del grande pittore, assieme a qualche capolavoro di altri artisti. E’ una visita che consente esperienze interattive anche attraverso una app, ma soprattutto emoziona quando si viene aiutati ad interpretare quadri tra i più famosi al mondo, dipinti di un uomo dalla vita sofferta, che si conosce un po’ alla volta, anche tramite pannelli molto chiari sulla biografia e sulle relazioni personali del pittore con la famiglia e gli amici. Non siamo riusciti ad entrare nella casa di Anna Frank, probabilmente uno dei luoghi più gettonati della città, perché la fila era lunghissima, ma Marga ci ha ricordato bene la storia di questa sfortunata ragazza il cui diario è il secondo libro letto al mondo dopo la Bibbia, abbiamo visto la casa dall’esterno e lei ci ha spiegato come funzionava all’interno, poi con Anita abbiamo visto il luogo dove abitava prima la famiglia Frank. Centomila Ebrei c’erano ad Amsterdam, e ne sono tornati cinquemila. Tra le vittime dello sterminio anche gli omosessuali.

Vicino alla casa di Anna il monumento che li ricorda, il triangolo rosa che dovevano portare cucito. Ancora tolleranza dunque, confermata dalla parata del gay pride, che abbiamo visto in parte dopo la partenza del gruppo. Oltre alla città, abbiamo visitato la grande diga che la separa dal mare aperto, notando come la terraferma sia al di sotto del livello del mare. Anita ci ha spiegato con chiarezza come si ricava un polder e come l’Olanda sia in definitiva frutto dell’opera dell’uomo. Amsterdam non è più un porto sul mare aperto, l’ingegneria idraulica ha permesso nel tempo di strappare la terra al mare, ma questa terra va difesa. Tutto del resto risponde a scelte ben ponderate. Che idea le case basse a sud perché quelle dietro abbiano più sole e alte a nord per fermare il vento! A Volendam abbiamo visto all’opera i mulini, capito come funzionano e notato che alcuni pompano l’acqua dai canali, altri servono per il lavoro: si macinano spezie o sostanze che permettono di ottenere colori naturali, si producono oggetti artigianali di antica tradizione come gli zoccoli di legno, uno dei quali è “nato” proprio davanti ai nostri occhi.

A Marken abbiamo visto un’isola che non è più tale, è stata unita alla terraferma. In questi villaggi è possibile vedere ancora i costumi tradizionali olandesi, quelli che chi non è più giovane come me collega ad un libro un tempo famoso, “Pattini d’argento”, che parla di quando ci si spostava sui canali ghiacciati proprio pattinando. Anita ci ha detto che il cambiamento del clima non lo rende più possibile, nemmeno là il freddo è pungente e l’innalzamento del livello dell’acqua rende necessaria la manutenzione della grande diga perché sia ancora sicura. Passando con l’autobus abbiamo ammirato case tipiche, animali al pascolo, ma soprattutto una terra verde continuamente intervallata da canali, come a disegnare un ricamo.

Abbiamo visitato un caseificio e assaggiato dell’ottimo formaggio. Su questa terra si notano molte serre e campi di ortaggi, che riforniscono anche l’Italia, non solo di patate, anche di pomodori! E come si è fatto per togliere il sale dall’acqua, una volta isolato il polder? Piantando il cavolo cappuccio, che assimila il sale togliendolo dall’acqua. Ricordiamo con simpatia infine Peter, il ristoratore di Amsterdam che, dopo averci servito una cena tipica del suo Paese davvero squisita, si è messo a suonare la fisarmonica creando un piacevole clima di festa e di allegria. Con questa idea di festa vogliamo chiudere il nostro diario, consigliando questo viaggio a chiunque apprezzi la bellezza, quella della natura e quella frutto dell’opera dell’uomo.

Elena, Francesco e Irene

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