Vienna

Viaggio a Salisburgo e Vienna dal 29 dicembre 2016 al 2 gennaio 2017

Eccoci qua, pronti con le valigie in mano per partire, ci attende un altro viaggio con Caldana Travel, dopo l’interessante tour della Polonia della scorsa estate. Ci si potrebbe chiedere perché un viaggio proprio di questi tempi, quando folli integralismi mettono a repentaglio la vita di chi si trova nelle grandi città, in occasioni di festa. Proprio per non darla vinta a chi ci vuole terrorizzare, per riaffermare il valore e la bellezza della vita, o no?

Il nostro autista è John, sicuro ed esperto pilota del suo confortevole autobus. L’accompagnatore è Gabriele, di cui in questi giorni abbiamo avuto modo di apprezzare gentilezza, disponibilità, discrezione a livello personale e passione, tanta, a livello professionale. Spaziando dall’aspetto linguistico a quello storico, geografico, letterario…. Ai consigli pratici per sbrigarsela da soli in un paese straniero.

Si parte, un gruppo di 38 persone che hanno saputo un po’ alla volta creare un clima piacevole per tutti, fatto di tolleranza e rispetto, indispensabili perché una comitiva dove non tutti hanno gli stessi interessi possa funzionare. Del nostro viaggio vorremmo sottolineare gli aspetti che ci hanno colpito di più. Prima di tutto i paesaggi, dalle Dolomiti nella loro imponenza ai boschi austriaci… che meraviglia di trine, candidi ricami stagliati contro il cielo azzurro, che fanno tanto Natale! A proposito di Dolomiti, sapete perché si colorano di rosa all’alba e al tramonto? Gabriele vi racconterà la leggenda del Rosengarten….. A Salisburgo una breve visita, con la guida di Francesco, un italiano dalla voce squillante, finalmente tutti possono sentire bene… che al grido di “avanti miei prodi” ci racconta sacro e profano, storia e gossip della città e del suo cittadino più importante, Mozart. Simpatico il suo modo di porsi: non la guida “da libro”, ma un interagire che riesce ad attualizzare le notizie, trasformando il passato in presente e coinvolgendo il turista. Si sta attenti perché si è veramente incuriositi, ammirando i tanti organi del duomo, adatti a diversi tipi di musica, ascoltando la storia delle famose palle di Mozart o quella della sorella del musicista, sfortunata perché “nata donna” e per questo ostacolata nella sua possibile carriera artistica, riflettendo sul valore del sale che ha fatto la fortuna della città. Il portale del duomo è stato fatto da uno scultore italiano, Manzù, e rappresenta la leggenda di San Martino che dona il mantello al povero. Ma perché metà mantello? Chiedete a Gabriele, ve lo spiegherà! “Servus” Francesco, speriamo di incontrarti ancora!

 

Salisburgo

Salisburgo

 

 

E poi Vienna. Che dire di questa città? Che è maestosa, che conserva la storia di un impero che ha letteralmente fatto l’Europa, nei suoi monumenti, nella sua architettura, nella sua arte. Che nel nostro immaginario si lega alla figura di Sissi e ce la fa conoscere nella visita a Schoenbrunn, capelli lunghi quasi fino a terra e cura dell’aspetto quasi maniacale, bella e sfortunata moglie di quel Francesco Giuseppe che dopo la sua morte non è più tornato a dormire nella loro camera matrimoniale. Konrad, viennese schietto e conoscitore dell’Italia forse più di noi che siamo Italiani, ce la fa visitare sia dal pullman che a piedi. Vediamo nella Hofburg la Chiesa degli Agostiniani dove Sissi si è sposata. Lì c’è un meraviglioso monumento funebre di Antonio Canova, per la principessa Cristina. Che emozione quelle figure che a testa china, camminando lentamente, entrano in una stanza buia, il nero della notte eterna… eppure la speranza in un dopo migliore non ci abbandona, con le figure degli angeli che avvicinano a Dio e con la stessa forma triangolare del sepolcro, simbolo della Trinità. Giorni di festa, tuttavia l’idea della morte ritorna, nella nostra visita durante il tempo libero alla cripta dei Cappuccini, dove si trovano le tombe degli Asburgo, anche quella di Francesco Giuseppe, di Sissi e del loro figlio Rodolfo. Per lei dei fiori freschi, tanto ancora è amata e ammirata. Abbiamo ritrovato le tracce di Sissi in tanti momenti della nostra visita: alla pasticceria Sacher, dove qualcuno è entrato per una fetta della famosa torta, alla Hofburg nel museo del tesoro imperiale, che abbiamo visitato nel nostro tempo libero. Qui oltre allo smeraldo più grande del mondo e ad altre splendide opere sacre e profane troviamo alcuni gioielli privati di Sissi e della detestata suocera Sofia. Rimaniamo colpiti dalla ricchezza delle pietre e dei materiali, tutto degno di un grande impero. Forse più di tutto dal dono di un Papa alla famiglia imperiale: un vaso di fiori tutto d’oro finemente lavorato. Ci sono tredici rose, una rappresenta Gesù e le altre gli apostoli. Quella di Gesù è al centro della composizione, dritta, al suo interno si mettevano muschio e profumo. I simboli? Oro per la divinità, muschio per Gesù come uomo e profumo per Gesù come spirito.

Per la notte di San Silvestro chi, come noi, non è andato al cenone, ha avuto la possibilità di percorrere il Silvesterrad, il sentiero di Silvestro, che si snoda dalla piazza del Rathaus, il municipio, per le vie centrali, con bancarelle e palchi da cui ascoltare musica di diversi generi. Dappertutto maialini con quadrifogli, ferri di cavallo e altri portafortuna, addirittura tazze a forma di maialino, per gustare dell’ottimo vin caldo. E gente, tanta gente, incurante del freddo. Noi, dopo aver camminato in lungo e in largo per il percorso, abbiamo scelto di fermarci nella piazza del Duomo per ascoltare l’orchestra che suonava i valzer di Strauss. Saremo a Vienna per qualcosa no? Ci siamo sentiti sardine in scatola, con tutte le altre persone che come noi sulle note del bel Danubio blu hanno chiuso gli occhi e si sono fatte trasportare dalla fantasia in un altro tempo. A mezzanotte, i dodici rintocchi solenni della grande campana rifusa dai resti della deva stazione dei bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, abbiamo potuto vederla anche sul maxischermo, e poi brindisi e fuochi a volontà.

Vienna si è fatta apprezzare per la pulizia e la cura dei servizi, come la metropolitana, che i nostri compagni di viaggio hanno trovato eccellente, mentre noi ci siamo sempre spostati a piedi, convinti che il modo migliore di conoscere una città sia “camminarla”, cartina in mano e via. Naturalmente nel nostro tempo libero. Così abbiamo fatto anche la notte di San Silvestro, scoprendo che a Vienna, proprio in una casa vicina all’Hotel Sacher, è morto Antonio Vivaldi, il grande musicista. Altra meraviglia il palazzo di Eugenio di Savoia, il Belvedere, di nome e di fatto. Qui Gabriele ci ha fatto un regalo: chi ha voluto è entrato a vedere la pinacoteca con le sale dedicate a Klimt. “Il bacio” e “Giuditta” sono solo due tra i capolavori che abbiamo ammirato, affascinati dall’arte di questo pittore, forse ancora di più dopo aver visto il celebre film Woman in Gold e conosciuto la vicenda della signora ebrea emigrata negli USA che è riuscita a tornare in possesso delle opere della sua famiglia. Ma anche Manet, Monet, Renoir, Van Gogh si sono meritati la nostra attenzione… Infine il parco dei divertimenti, il Prater, famoso per la sua ruota panoramica, che in questo periodo ha i vagoncini illuminati, come tante piccole casette volanti. Non ci siamo fatti mancare il nostro giro, oltre alla visita ai vagoncini fermi allestiti all’ingresso con ricostruzioni della ruota in diverse epoche, tra cui il periodo in cui il parco vedeva l’incontro di personaggi importanti dell’arte e della cultura mondiali, tra cui Freud.

 

Vienna

Vienna

 

 

Il viaggio si è concluso con una passeggiata per Lubiana, la capitale della Slovenia. Tranquilla piccola città, che si chiama così perché nelle lingue slave la parola si ricollega alla radice della parola amore o perché in un’altra etimologia richiama l’acqua…. Gabriele è l’esperto, che ci spiega la storia della Slovenia, nata come Stato dopo la morte del maresciallo Tito, dopo essere stata sempre etnia di “proprietà” altrui…

Purtroppo il 2017 non è iniziato sotto i migliori auspici, ma il mondo è meraviglioso e comunque vale la pena di conoscerlo, incontrare in pace altre persone, culture diverse. E’ anche merito di professionisti come Caldana se potremo continuare a farlo… in attesa del catalogo per l’estate.

Elena, Francesco e Irene

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