Tour della Bretagna

IL MIO VIAGGIO IN BRETAGNA

Avevo sognato per anni di fare questo viaggio, ma non c’ero mai riuscita, per problemi economici, di tempo, di salute. Quest’anno non ho permesso a niente di tutto questo di ostacolarmi, e anche se ho dovuto ridimensionare un poco il viaggio dei miei sogni, escludendo la Normandia, alla fine sono riuscita a partire!

Sveglia alle 2.15 del mattino. Partendo da Empoli, in Toscana, non avevo altra scelta per raggiungere Milano per le 8.00. Ma questo e altro per il mio viaggio. Non sapevo che sarebbe stato l’inizio di una settimana poco dedicata al sonno, ma ne sono stata felice e alla fine ho ringraziato la guida che all’inizio mi aveva sconcertato. Luisa, la nostra accompagnatrice, ci ha chiarito subito che non avrebbe tollerato ritardi, perché il ritardo di una persona crea disagio per tutti gli altri. Sissignora! Il nostro gruppo l’ha presa in parola e ogni mattina siamo stati puntualissimi, anche in anticipo sulla tabella di marcia, che iniziava con una sveglia alle 6 o alle 6.30 del mattino per non sciupare il tempo a disposizione. Se all’inizio mi sembrava dura, alla fine è stata una passeggiata, e tutti le abbiamo dato ragione: ci sarebbe stato il tempo per dormire al nostro rientro a casa, ma una settimana va sfruttata al massimo per vedere quanto possibile della splendida Bretagna.

La prima tappa però è iniziata fuori da questa regione: abbiamo dormito a Fontainebleau, 80km da Parigi, città dalla quale siamo partiti con la promessa della nostra Luisa che ci avrebbe guidato nella visita al castello, dimora dei sovrani di Francia da Francesco I a Napoleone III, al nostro ritorno. Infatti Fontainebleau è stata la tappa finale del nostro viaggio. La prima fermata non bretone del primo giorno è stata invece la cattedrale di Chartres, uno degli edifici religiosi più importanti del mondo e uno dei più perfetti edifici gotici. Le vetrate e l’intero edificio si sono mantenuti in buono stato e abbiamo potuto vedere uno spettacolare esempio di architettura. Io non sono un’appassionata di storia dell’arte, e non sono in grado di cogliere completamente il valore di quanto ho visto, ma Luisa ci ha raccontato che le immagini sulle vetrate e le sculture dei portali erano per la gente semplice, per spiegare loro la vita di Gesù Cristo e le scene della Bibbia, con immagini che potessero essere chiare senza aver bisogno di parole. Questo mi ha già messo a mio agio.

Nel pomeriggio abbiamo raggiunto la Bretagna e abbiamo visitato la sua capitale, Rennes, con le case a graticcio che la rappresentano. Cena in albergo e per stasera a letto presto, perché la mattina dopo ci aspetta una lunga giornata: la visita di Mont Saint Michel e di Saint Malo. La giornata inizierà prestissimo, ma la colpa non è dell’organizzazione e neanche della nostra Luisa. E’ colpa della marea, la più alta prevista in questa stagione (14m). Se non arriviamo in tempo, prima che l’acqua inondi la passerella che ci conduce all’abbazia, dovremo aspettare due ore prima di salire verso la meta. Anche questa volta non ci siamo fatti pregare. E la visita è valsa davvero l’alzataccia. L’abbazia costruita su questo piccolo monte che sorge dall’acqua è già uno spettacolo da cartolina. Ma devo ammettere che ci siamo lasciati distrarre, una volta percorso i vicoli che si insinuano fra piccoli negozi e immagini della Mere Poulard, inventrice della omelette, dalla velocità a cui sale la marea, facendo diventare rapidamente un’isola quella che era una montagna. L’abbazia è una struttura imponente, il cui fascino non può lasciare indifferenti. Il silenzio che regnava fra i monaci benedettini riesce a trapelare dalla pesantezza delle mura che incombono, anche se ora i gruppi di turisti si alternano senza pause fra le stanze. Dopo il pranzo nella deliziosa Cancale, regno incontrastato delle ostriche, ci ritroviamo in un altro luogo ricco di fascino: Saint Malo, una città fortezza, sulle cui mura abbiamo passeggiato nella giornata più calda che questa estate sfortunata, meteorologicamente parlando, ci ha regalato.

Un viaggio di 180km ci ha portato in uno dei luoghi che ho amato di più, purtroppo rattristato da pioggia battente per tutto il tempo. Ploumanac’h, sulla costa di granito rosa. Le nuvole nere che coprivano il cielo hanno dato alle rocce un colore diverso da quello che avremmo osservato in una giornata di sole. Ma ai miei occhi la costa rocciosa tinta di rosso è sembrata comunque stupenda. Abbiamo percorso il sentiero dei doganieri, che unisce Ploumanac’h a Perros-Guirec, per quasi due ore, perché né la pioggia né il vento che sferza costantemente questa costa, potevano impedirci di godere del paesaggio che stavamo ammirando. Nel pomeriggio lo spettacolo è stato completamente diverso, ma ai miei occhi ugualmente ricco di fascino. Abbiamo visitato due famosi calvari bretoni, Thegonnec e Guimiliau. Mi ero chiesta più volte cosa fossero i calvari, quando avevo letto sul programma che avrebbero fatto parte della nostra visita. Luisa ci ha raccontato che erano dei recinti parrocchiali. Al centro di un paese di 100 abitanti si trova la cattedrale, intorno alla quale si riunivano il cimitero, l’ossario, e un altare con Cristo in croce e statue di santi, esterno alla cappella. Il tutto è circondato da mura nelle quali si entra attraverso un arco che simboleggia il passaggio nell’aldilà. Ogni cosa è costruita con il granito, come ogni costruzione muraria in Bretagna. Quando l’ho sentita raccontare mi ha evocato un’immagine lugubre, ma l’imponenza delle opere, la ricchezza delle decorazioni, sia all’esterno che dentro la cattedrale, e i cespugli di ortensie, fiore tipico, hanno reso quest’altro spettacolo qualcosa di unico, certo molto caratteristico del paese che stavamo visitando. La nostra giornata si è conclusa a Quimper, dove finalmente ci aspetta il sole. La città è piccola ma deliziosa. I ponti che l’attraversano sono decorati con fiori di mille colori e davanti alle case a graticcio ho osservato i cartelli a forma di stendardo che indicavano il nome dei vari negozi che rappresentavano: ognuno con il disegno di un personaggio che potesse rappresentare il tipo di negozio. L’origine di questi cartelli nasce dal fatto che quando le case furono costruite non esistevano i numeri civici e ad esempio la pasticceria, così come il calzolaio, venivano indicati dall’immagine sulla parete.

Il giorno seguente è stato completamente diverso. Una sequenza di paesi sulla costa, deliziosi nel loro aspetto e ricchi di fiori e case caratteristiche. Pont L’Abbè, Concarneau, Pont Aven, che mi è piaciuto particolarmente per quanto piccolissimo. E’ il paese degli artisti, infatti con il nome di Scuola di Pont-Aven si indica un folto gruppo di pittori impressionisti che operarono in questo villaggio bretone nella seconda metà dell’Ottocento. Questi artisti erano guidati da Paul Gauguin, il più famoso. Prima di raggiungere l’ultima di queste piccole città ci siamo fermati a visitare Carnac. Gli allineamenti di menhir che si trovano a Carnac sono tra i complessi megalitici più estesi e spettacolari al mondo. Vi sono presenti circa 3.000 monoliti, eretti 6.000 anni fa. Nel corso dei secoli i monoliti hanno risvegliato l’interesse degli studiosi e la curiosità degli abitanti a causa della loro natura tutt’ora misteriosa. Ci sono varie ipotesi fra cui quella che i grandi monoliti possano essere delle stele funerarie degli antichi abitanti del luogo. Un’altra ipotesi è quella che gli allineamenti fossero vestigia di un campo militare di Cesare. La giornata si è conclusa a Vannes, la cui immagine più rappresentativa sono i disegni fatti con i fiori di fronte al Palazzo dell’Ermellino. Questa meravigliosa città medievale affacciata sul Golfo di Morbihanè una delle più belle cittadine della Bretagna, grazie alla sua autentica atmosfera medievale, con le mura di cinta e le porte fortificate, con le sue stradine tortuose e le piazze acciottolate e la sua vivacità e allegria. A noi questa allegria è risultata più evidente perché l’abbiamo visitata il giorno di Ferragosto, e gli spettacoli di ballerini in costume si susseguivano per le strade di fronte ai turisti curiosi spettatori.

L’ultimo giorno di tour si è aperto con la visita a Nantes e alla sua cattedrale. Anche se non ha lo stesso valore artistico di quella di Chartres, per la distruzione subita prima durante la seconda guerra mondiale e poi a causa di un incendio verificatosi involontariamente nel 1972 durante i lavori di restauro, è comunque da ammirare. All’interno si trova la tomba di Francesco II. Il giro della città ci ha permesso di vedere l’esterno del castello, oggi adibito a museo. Grazie alla nostra Luisa le opere visitate non si sono concluse qui, come sarebbe stato nel programma. Come ci aveva anticipato, alla fine dei 400km che ci hanno riportato a Fontainebleau, Luisa ci ha guidato nel castello, lasciandoci poi il tempo libero per passeggiare nei giardini e concludere in bellezza, grazie anche al sole, il nostro giro turistico.

Una settimana finisce troppo presto… ma la Bretagna vivrà a lungo nei miei ricordi, ravvivati dall’amicizia stretta con le persone incontrate sul pullman con le quali ho già iniziato una fitta corrispondenza. Buona vacanza a tutti!

Betti Ninci

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    Meraviglie d’Austria 12-08-2014 – 17-08-2014, da Innsbruck a Vienna
    Dolce viaggiare nella nostra bell’Italia con Caldana T.O.