Diario di Viaggio – Umbria medievale: 30 marzo – 2 aprile 2018

I 22 partecipanti del viaggio in Umbria hanno visto il coinvolgimento di tutti i loro 5 sensi.

Il verde della natura ed i multicolori fiori esposti nei vasi, ad abbellire le case medievali hanno colpito la vista, la quale è stata catturata nell’ammirare i dipinti di Giotto, Cimabe, Perugino ed altri minori, le strutture medievali degli edifici e delle cinte murarie di colore grigio del marmo alternato a quello bianco o rosato.

Il tatto nel toccare la ceramica, i tessuti qui fabbricati, gli oggetti di legno di pregevole fattura quali panche, sedili, tavoli “fratini”.

L’udito nell’ascoltare il silenzio,soprattutto all’Eremo delle carceri di Assisi o il frastuono della cascata delle Marmore con la sua grande portata d’acqua riversata in un salto (diviso in più punti) di 165 m.

L’olfatto nel percepire il profumo del pane (non salato), del vino e del tartufo. Non manca nemmeno l’odore dell’acqua e della sua pregnante umidità, che pervade l’aria e l’atmosfera nei momenti di pioggia e che crea giochi di verdeggiante muschio.

Il gusto nell’assaporare la cucina umbra dai sapori forti e decisi della norcineria, dei formaggi e dell’olio.

La guida Alessandra, coinvolgente nelle sue spiegazioni per i monumenti e per i piccoli dettagli, ci ha condotto alla scoperta di Perugia, Assisi, Spello, Spoleto, la cascata delle Marmore e Gubbio.

L’accompagnatrice Elena è stata un’affidabile ed attenta presenza,così come l’autista Nicola calmo, sorridente e dalla guida  prudente.

L’unico punto critico del viaggio è stato il rientro: trafficata l’autostrada adriatica ed attesa prolungata a Bologna dell’arrivo del pullman con i turisti recatisi a Roma ed a Napoli. A me ed alla mia amica oltre che a Bologna, è toccato cambiare un’ ulteriore navetta.

Niente da dire sulla professionalità dei conducenti e sui mezzi forniti, ma mi chiedo: non è possibile organizzare pulmini più piccoli ed autonomi uno dall’altro senza creare questi incroci di pullman, navette e taxi o perlomeno limitare i disagi agli utenti?
Il malcontento per ciò è serpeggiato sia sul pullman di ritorno dall’Umbria che su quello di ritorno da Roma. E’ un vero peccato vanificare il relax e la bellezza del viaggio nei dettagli degli spostamenti: non vi pare? C’è chi arrivando al punto di raccolta/scarico previsto ha ulteriore strada da percorrere e magari andare al lavoro il giorno dopo.

Rossana

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