Diario di Viaggio: Tour Alsazia, Strasburgo e Colmar 22-25/04 2017

Desideravo da tempo visitare l’Alsazia, una regione francese storicamente contesa da Francia e Germania e il suo capoluogo. Strasburgo, ora anche capitale d’Europa poiché sede del Parlamento Europeo e della Commissione Europea per i diritti umani. Così, sfogliando il catalogo on line di Caldana (tour operator che conoscevo per passate esperienze) ho proprio trovato ciò che volevo realizzare. Eccoci dunque in Alsazia, terra di vigneti che si estendono a perdita d’occhio, di gialli campi di colza o coltivati a foraggio, di tipici villaggi immersi nel verde della campagna e in lontananza la lunga catena dei Vosgi: così ci appare il paesaggio mentre in bus si percorre la famosa “Rue de vin”, la ” Via del vino”. La sosta ad una cantina ci permette di assaggiare alcuni vini della zona, tra cui il famoso Riesling, accompagnati dal dolce tipico alsaziano in versione salata, il cui nome è per me quasi illeggibile: si tratta del famoso ” Kougelhopf”! Un po’ euforici, tutti insieme brindiamo e cantiamo la breve strofa di una canzoncina: Cin Cin! E’ anche il paese delle cicogne, che costruiscono i loro nidi ovunque: sugli alberi, sui tetti delle case, sui comignoli, basta alzare lo sguardo per scorgerle mentre accudiscono i loro piccoli o avvistarle mentre volano con un’ampia apertura alare! Strasburgo, invece, è una città “green”, pulita, ordinata, per spostarsi si usano tram elettrici. bus a gas naturale e..biciclette! Gioiello gotico è la Cattedrale di Notre Dame, che ci viene ampiamente descritta non solo da un punto di vista architettonico ma anche esoterico da una preparatissima guida.

E’ una domenica mattina un po’ fredda, ogni tanto soffia qualche folata di vento che ci fa rabbrividire, nonostante il sole e un cielo limpido e terso ma tutti siamo attenti alle sue spiegazioni! Il quartiere della “Petit France” ci incanta con le sue case a graticcio, da cui non si riesce a staccare gli occhi e le viuzze che si affacciano sui canali. Mi ha stupito scoprire che nel periodo medioevale la zona era un ospedale a cielo aperto: qui infatti arrivavano da tutta la Francia i soldati che erano stati in guerra e avevano contratto la sifilide, malattia tipica per quell’epoca. Le bandiere degli Stati che fanno parte dell’Unione Europea, tutte ben allineate, contraddistinguono il quartiere europeo: costruzioni moderne, dalla forma irregolare in vetro e metallo, circondate da giardini curatissimi. La navigazione lungo i canali del fiume Ill è piacevole e la città vista dal fiume è incantevole, con i suoi palazzi, i giardini, angoli particolari, costruzioni antiche e moderne. Giunti a Colmar, sono attratta non solo dalle facciate delle tipiche case a graticcio, ma anche dalle decorazioni pasquali alle finestre: al posto dei gerani spuntano coniglietti, alberelli pieni di uova, ochette e pulcinotti! Che allegria! E che dire delle stupende insegne in ferro battuto! La guida ci parla anche di un piatto tipico, la “choucrute”, a base di tre tipi di carne diversa messa a marinare il giorno precedente e cucinata in pentole ovali di ceramica.

Il mio sguardo comunque non può fare a meno di soffermarsi sulle vetrine delle pasticcerie: bretzel, pain d’epice, biscotti, cioccolati, kougelhopf…il mio regno! La visita si conclude al Museo per ammirare il famoso “Retablo di Issenheim” una pala d’altare costituita da diversi dipinti sovrapposti che illustrano alcuni momenti salienti della vita di Gesù, un vero capolavoro! A mio avviso un accenno particolare merita il paesino di Riquewihr: case a graticcio dai colori pastello e tanti piccoli negozietti, tra cui quello di decorazioni natalizie di una famosa catena austriaca, nota per aver ideato la figura dello schiaccianoci.

Infine un ringraziamento particolare alla nostra accompagnatrice Paola, gentile, paziente e dalla voce calda e suadente (fa pure rima!), all’autista Gabriel, discreto e competente e un saluto caloroso a tutti i miei simpatici compagni di viaggio, alla prossima, non si sa mai!

Alessandra e Lino Cappelletti

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