Diario di Viaggio Madrid e Tour della Castiglia, 29 dicembre – 3 gennaio 2018

Siamo tornati a notte tarda, il 3 gennaio, dal nostro tour Madrid e Castiglia, stanchi ma soddisfatti per la piacevole esperienza, necessario stacco della spina prima della ripartenza nel nuovo anno. Abbiamo scelto un’alternativa di viaggio per noi molto valida, che ci ha permesso di soddisfare le nostre esigenze di infaticabili camminatori con quelle dell’appartenenza a un gruppo non “vincolante” se non per le uscite con la guida e i momenti conviviali durante le cene.

Siamo arrivati a Madrid venerdì mattina e con il transfer abbiamo raggiunto l’albergo, un eccellente hotel situato a due passi dal Palazzo Reale e dalla Gran Via, proprio nel cuore di Madrid. Tutta la giornata per noi, fuori il nostro libro, scarpe comode e via, alla scoperta di una splendida città, accogliente, luminosa, che si è fatta apprezzare in tutto il suo splendore anche per l’insolito tepore. Alla sera in hotel ci ha raggiunto una signora incaricata di darci le indicazioni di massima per il nostro tour e poi ci aspettava la cena, un ricco buffet. Siamo rimasti colpiti dalla qualità della cucina, veramente ottima. Non siamo persone difficili, ma siamo in grado di apprezzare il buon cibo e qui veramente ne abbiamo trovato. E poi il vino a tavola, rosso o bianco, non considerato come un extra da pagare a parte…

Il 30 alle nove Elena, la nostra guida, una signora madrilena simpatica e competente, spiritosa al punto giusto, è venuta a prenderci all’hotel per iniziare il tour. Prima tappa la visita all’Escorial e nel pomeriggio il giro panoramico di Madrid. Lungo la strada per l’Escorial, ci ha fatto notare le caratteristiche del territorio della Castiglia, ricco di granito e ci ha indicato una croce che si scorgeva dall’autostrada. Alta 150 metri, segnala la presenza di una chiesa scavata nella roccia per accogliere le spoglie dei morti della guerra civile che nel secolo scorso ha lacerato la Spagna. Lì riposano anche il generalissimo Franco e il fondatore del franchismo, per cui molti Spagnoli non sentono quel monumento un ricordo “alla pari” tra le due parti del conflitto e non lo apprezzano. Come se non fosse chiaro che in una guerra nessuno vince. La storia… è entrata da tutte le parti nel nostro viaggio, nelle sue varie epoche. Con l’Escorial abbiamo conosciuto l’anima religiosa di Filippo secondo, gli ultimi anni di un sovrano tormentato dalla grave sconfitta subita dagli Inglesi. Il monastero nella sua pianta ha la forma di una graticola e forse è dedicato a san Lorenzo perché lui ha subito questo martirio. Presenta soluzioni architettoniche molto particolari come una volta piatta e contiene le tombe dei re Spagnoli, tra cui appunto Filippo secondo e Carlo quinto, il grande sovrano che ripeteva che sulle sue terre non tramonta mai il Sole, riferendosi ai possedimenti americani della Spagna. E poi una biblioteca fantastica, che nel percorso dalla filosofia alla teologia celebra le arti del trivio e del quadrivio, le discipline di studio più importanti nel Medio Evo. Curiosamente i libri sono messi al contrario e protetti da una patina d’oro, per evitare i danni della polvere e dell’umidità.

A Segovia invece abbiamo incontrato Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona, lei incoronata regina nella piccola Chiesa di san Michele, ma presente soprattutto nell’Alcazar, dove era regina, a fianco del marito, anche se entrambi, ci ha detto Elena, hanno promesso tanto e combinato poco… potenza della politica! L’edificio non è interamente d’epoca, ma mantiene il fascino della presenza araba in Spagna, con il tipico stile delle sue decorazioni. Ancora la Cattedrale, e poi l’acquedotto romano, splendida opera di ingegneria idraulica che ancora potrebbe funzionare. All’interno dei vari edifici che abbiamo visitato si trovano opere d’arte di straordinaria bellezza: un crocifisso di marmo di Carrara scolpito da Bernini con l’intenzione che fosse posto sulla propria tomba, dei dipinti di Tiziano, di El Greco, autore quest’ultimo di un quadro che ritrae la storia di un soldato romano che rinuncia alla vita per difendere la propria fede cristiana, attorniato da personaggi abbigliati alla maniera spagnola dell’epoca del pittore.

Opere che poi si continuano a visitare nei Musei di Madrid, veramente con l’imbarazzo della scelta. La nostra è caduta sul Museo della Reina Sofia, dove si ospita l’arte contemporanea e dove si custodisce Guernica, il grande affresco dedicato da Picasso al primo bombardamento aereo della storia. L’opera si fa ammirare in tutta la sua grandezza e drammaticità con l’aiuto di una nutrita esposizione di foto, molte di Robert Capa. Risuonano nella mente i drammatici versi di Garcia Lorca…

Molto interessante il tour panoramico di Madrid, tra antico e nuovo, palazzi, viali e monumentali fontane, con qualche sosta per fotografare e vedere da vicino luoghi tipici, dall’arena per la corrida… su cui ognuno può pensarla come crede… al Santiago Bernabeu, il tempio del Real Madrid, alla Madrid moderna, con due edifici che sembrano sfidare la legge di gravità, che in prospettiva sembrano separati da un alto “ago” dorato, un’opera di Calatrava che doveva illuminarsi in modo tale da imitare il movimento di un’onda, ma, a detta di Elena, si è accesa per una settimana soltanto.

E poi la breve passeggiata ad Avila, meta del turismo religioso con la figura di Santa Teresa e quella a Toledo, celebre per le sue lame, la lavorazione a damaschino, veramente stupenda e… perché no? Don Chisciotte de la Mancha, il cavaliere pazzo che con il suo scudiero Sancio e la sua amata Dulcinea campeggia a Madrid nella piazza di Spagna. Elena ci ha detto che l’opera di Cervantes è la seconda più tradotta al mondo dopo la Bibbia… e non è certo poco! La sera dopo cena siamo sempre usciti scegliendo percorsi diversi per gustarci il clima natalizio, le luminarie, i presepi, come quello animato di Placa Major, il movimento festoso e ciarliero a cui abitando in un piccolo centro non siamo abituati.

Partendo da casa avevamo pensato di aspettare la mezzanotte del 31 dicembre alla Puerta del Sol con i tradizionali 12 acini d’uva, ma i controlli e gli sbarramenti dovuti alle necessità della sicurezza ci hanno fatto desistere. Cambio di programma: si rientra abbastanza presto per approfittare della mattina del primo gennaio. Mentre la città ancora dormiva, una visita al parco del Buen Retiro ci ha permesso di visitare questa splendida ex tenuta reale, popolata di graziosi pappagallini verdi, così come il parco del Palazzo Reale, con i pavoni che camminano tranquilli tra i visitatori.

Siamo rientrati nella notte del 3 gennaio, dopo aver visitato il Palazzo Reale e la zona vicina, dove in una chiesa poco conosciuta affrescata da lui si trova la tomba di Goya. Ci sarebbe tanto altro da raccontare sull’onda dell’entusiasmo… ma si rischia di diventare noiosi!!!

Solo un appello a un tour operator conosciuto e apprezzato come Caldana Travel: far presente alle nostre autorità quello che succede in Spagna. Per gli studenti e per gli insegnanti l’accesso ai musei è libero. Se uno Stato crede nella cultura investe nei giovani e in chi dovrebbe formarli perché per un insegnante visitare un museo è più importante di tanti corsi di aggiornamento. Abbiamo di tutto e non lo valorizziamo, è un peccato!!!

Grazie per l’opportunità che ancora una volta Caldana  Travel ci ha offerto e… alla prossima!!!

Elena, Francesco e Irene

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