Diario di Viaggio: CRACOVIA E VARSAVIA dal 15 al 22 agosto 2016

Come scegliere la destinazione di un viaggio da effettuare in agosto? Verrebbe da pensare prima di tutto all’esigenza del divertimento, del togliersi dalle spalle la stanchezza di un anno di lavoro per prepararsi ad affrontare il prossimo. Sicuramente il viaggio in Polonia proposto da Caldana risponde a questa necessità, con la visita a tante città, ognuna affascinante nella sua fisionomia individuale, dalla piazza del Mercato di Cracovia, con i suoi indimenticabili colori, a quella di Breslavia, con gli gnomi sparsi per la città e un’eccezionale passeggiata notturna lungo le sponde dell’Oder, mentre chiese e palazzi riflettono nelle acque calme del fiume la loro superba bellezza.

Cracovia

Cracovia

Siamo partiti il giorno di Ferragosto, noi tre, io, mio marito, e mia figlia, una ragazza di 14 anni fresca di studi sulla Seconda Guerra Mondiale. Il gruppo era composto di 38 persone, con le quali si è creato un piacevole affiatamento, favorito dall’arguzia di Giovanni, il nostro accompagnatore. Tipo preciso, come piace a me, ma cordiale e disponibile con tutti, pronto alla battuta, insomma quello che ti fa sentire a tuo agio anche lontano da casa. Lo conoscevamo già, dopo un viaggio a Budapest e uno Monaco, e ogni volta di più l’abbiamo apprezzato per la sua professionalità.
Tutto si è svolto nel migliore dei modi e gli 8 giorni di questa visita attraverso diversi luoghi: Bratislava, Cracovia con anche la visita alle miniere di sale, Auschwitz e Jasna Gora, Varsavia, Breslavia e infine Praga, sono stati confortevoli anche per sua competenza e per la perizia di Maurizio, l’autista del pullman. Per merito delle spigolature che Giovanni ci ha regalato durante i lunghi spostamenti abbiamo avuto qualche idea sul popolo che ci avrebbe ospitato per la maggior parte del tempo: i polacchi. Gente cordiale, che ha sulle spalle un passato di dolore e che ti guarda con occhio riconoscente, come se in qualche modo tu che vieni da Ovest avessi contribuito alla fine dell’oppressione comunista.

Varsavia

Varsavia

La guida di Varsavia, Margherita, si commuove quando la ricorda, ne parla accorata. Poche parole che ti spiegano il sollievo di un presente in cui la libertà riconosciuta come un diritto. Ma se da un viaggio si deve uscire arricchiti, fondamentale è l’inserimento nel programma della tappa di Auschwitz. Non si vive come l’ennesima e quasi scontata lettura sulla Shoah, no, ci si cala proprio dentro nel folle progetto nazista e se anche la giornata di agosto è calda e luminosa, se tante persone riempiono il luogo di ab iti variopinti e non di camicioni a righe, comunque il silenzio è nel visitatore. Già perchè in televisione è un conto, sul posto un altro. Il filo spinato, le torrette di guardia, le baracche, quella del carcere soprattutto, con le celle 70 per 70 per quattro persone, il muro delle esecuzioni, gli oggetti lasciati dai deportati,  capelli, quanti capelli, le camere a gas, i binari per i ben noti carri bestiame e poi la scritta che tutti abbiamo letto, ma al solito vederla è un’altra cosa: Il lavoro rende liberi. Potenza del sarcasmo. E poi ancora Birkenau, campo di sterminio. Visto dall’alto: baracche di legno a perdita d’occhio. Una visita come questa non solo ci rende consapevoli di quello che è stato, ma soprattutto ci porta a compiere un cammino spirituale: il rispetto dell’altro, chiunque sia, è il segno della civiltà e dell’Umanità.

Miniere di Sale di Wieliczka

Miniere di Sale di Wieliczka

Questo cammino con Caldana si comincia con la visita a Cracovia, dove una piazza della zona del ghetto ospita un monumento particolare, con della sedie sistemate ordinatamente, distanti una dall’altra, in modo che nell’isolamento del proprio animo ognuno ritrovi il valore della vita, continua nel lager e poi a Varsavia, Breslavia e Praga. A Varsavia in particolare camminando nel tempo libero si possono trovare un breve tratto del muro che chiudeva il ghetto e le indicazioni del suo percorso, oltre che visitare il Polin, un museo nuovo, interattivo, mille anni della storia degli Ebrei di Polonia, veramente interessante e ben strutturato, con la ricostruzione di un’antica sinagoga e di una strada di poco prima della seconda guerra mondiale a dir poco coinvolgenti. Le audio guide sono disponibili anche in italiano. Ovviamente questo è un aspetto del viaggio, che nulla vuole togliere a quello architettonico, culturale, con la meravigliosa Dama con l’Ermellino ammirata a Cracovia, religioso con il Santuario della Madonna Nera e naturalistico, con i meravigliosi paesaggi gustati durante gli spostamenti.

Breslavia

Breslavia

 

A chi consigliarlo? A tutti coloro che vogliono scoprire un Paese poco conosciuto, che sta rapidamente crescendo senza dimenticare quello che è stato. Perchè non c’è presente senza passato.

Elena, Francesco e Irene

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