CRACOVIA, CZESTOCHOWA ED AUSCHWITZ del 2/09

Il SILENZIO della gente.

Il RISPETTO per il passato, per i defunti.

La TRISTEZZA dell’animo.

La VERGOGNA per le gesta compiute dagli uomini durante la seconda guerra mondiale.

La PAURA di sbagliare.

La SPERANZA nel futuro.

Le PREGHIERE per i vivi e i morti.

I RACCONTI di una vita.

Luce e tenebre. Disumano e divino.

Viaggio di forti contrasti.

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Alla grandezza della piazza centrale di Cracovia, la maestosità dei palazzi residenziali ed universitari, la ricchezza delle numerose chiese si contrappone il piccolo quartiere ebraico, quasi nascosto.

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La disumanità dei campi di concentramento: Auschwitz, ristrutturato, è un museo a cielo aperto con documenti, fotografie, la raccolta degli oggetti che facevano parte della quotidianità di ogni singolo deportato (scarpe, ciotole, occhiali, bambole, valigie…); Birkenau riesce a far comprendere, per quanto impossibile, quelle che erano le condizioni dei deportati, non più persone ma animali.

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Il divino con Czatachowa e l’icona della Madonna Nera.

La grandezza delle Miniera di sale di Wieliczka: il lavoro dei minatori con scavi e la realizzazione di opere d’arte fino a 135 metri sotto terra.

Viaggio dalle mille sfaccettature che ripaga della stanchezza, conseguenza dei numerosi chilometri percorsi in pochi giorni.

Personalmente consiglierei di scoprire la Polonia magari scegliendo un tour in cui è in programma la visita anche di altre città come Praga, Varsavia o, perchè no già che ci siete, il Gran tour di questa nazione, ovvero 12 giorni intensi ma che permettono di carpire completamente la cultura, le usanze, i luoghi di questo territorio.

Giulia

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